Anna Pozzi

Guadagnare con il copywriting: una storia normale, per una volta 

Ti interessa sapere come guadagnare con il copywriting? Beh… che idiota che sono, certo che sì! Altrimenti non staresti leggendo un articolo con questo titolo. 

Se questo è ciò che vuoi, ecco i segreti segretissimi per passare da zero a millemila euro in due mesi. Te li svelo tutti per 1,3 €, il prezzo di un caffè.

Dai, torniamo (semi) seri. Facciamo un patto: io ti parlo volentieri della mia esperienza e di come sono riuscito a guadagnare con il copywriting quasi da subito, tu ti prendi il tempo di leggere una premessa. 

Va bene?  Eccola: se pensi che leggendo questo articolo verrai in possesso degli ultimi segreti per fare 30.000.000 € il primo mese e poterti trasferire a Maui, ti sbagli. Puoi tranquillamente trovare altrove chi ti fa promesse simili (ma sappi che chi lo fa non ha alcun interesse a mantenerle).

In questi cinque minuti insieme cercherò di rispondere alle domande che probabilmente ti stai facendo ora, tipo:

  • Quanto si guadagna con il copywriting?
  • Il lavoro del copywriter freelance fa per me o no? 
  • Cosa devo studiare?
  • Come hai fatto tu? 

Partiamo dalla prima domanda.

guadagnare con il copywriting

Guadagnare con il copywriting: di quali cifre stiamo parlando?

Mi perdonerai la franchezza, ma questa è la domanda più sbagliata che tu ti possa fare all’inizio della tua carriera. E per due ragioni. 

Innanzitutto se intraprendi questo percorso solo per la gratificazione economica, scusami, ma puoi trovare altro. Puoi ad esempio fare il cameriere ad Alexander Platz – o ‘Alex’ come diciamo noi Wahlberliner (berlinesi per scelta, non per nascita… Cosa che io sono, anche se vivo a Verona, ma questa è un’altra storia): ti porti a casa 3-4K al mese tra stipendio e mance.

La seconda motivazione per cui questo aspetto è prematuro da affrontare ora che stai pensando se iniziare nel copywriting è che l’unica risposta che ti posso dare, e che anche Anna ha già dato, è un bel “dipende”. Da cosa, chiedi? 

I tuoi guadagni nel copywriting dipendono da: 

  • Quanto sei bravo nel lavoro (lo sai fare davvero?)
  • Quanto sei bravo a procurarti clienti (fai ricerca attiva e mirata, spari nel mucchio o attendi la manna dal cielo?)
  • I clienti che hai (numero e qualità)
  • Il mercato di riferimento (in Italia si paga meno che in USA, ma più che in India)
  • La tua nicchia professionale (blog, e-mail marketing, editing, sales pages etc: un copy non vale l’altro)
  • La tua nicchia tematica (sì, possiamo scrivere di tutto, ma se per esempio sei esperto di programmazione, in questo momento guadagni cifre impressionanti con tutorial o guide)

Se leggendo fino a qui non provi ancora disgusto, ma interesse, puoi senza dubbio passare alla prossima domanda. 

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Il copywriting è adatto a te? 

Ci sono delle condizioni fondamentali da rispettare per poter lavorare e guadagnare con il copywriting

Prova ad indovinare la prima. No, non è la predisposizione. Il talento è assolutamente sopravvalutato in una marea di ambiti, incluso quello della scrittura. 

La premessa fondamentale è che scrivere ti deve piacere. Non dico che tu debba avere una sorta di feticismo per il rumore delle dita sulla tastiera, come me, ma un certo amore per la parola scritta è necessario per svolgere questa professione. 

Vorrei sorvolare su un’altra premessa, ma visto quello che si vede in giro, meglio essere pignoli. Non vorrei che le mie parole incoraggiassero un’altra persona sprovveduta a buttarsi nel mondo della scrittura senza avere il dominio della tecnica. 

Perché è fondamentale, per riuscire, che tu abbia un’ottima padronanza di ortografia, grammatica, e possibilmente linguaggio colloquiale e gergale della lingua in cui ti vuoi cimentare. 

Concludiamo la terna di prerequisiti fondamentali con la preparazione mentale allo studio e alla disciplina. Non ci si improvvisa copywriter, come non ci si improvvisa in nessun ambito professionale, se si vogliono risultati di un certo rilievo

Ti direi che è decisamente meglio se ti formi prima di partire. Non è un dogma, ma ti aiuterà ad aggiustare il tiro e a capire alcune cose. Avrai comunque la sindrome da impostore di cui parla Valeria nel suo articolo, ma diciamo che è sempre meglio che l’effetto Dunning- Kruger

Ci sei ancora? Bene! Vediamo ora cosa si intende per formazione nel copywriting

guadagnare come copy

Cosa devi studiare per guadagnare con il copywriting?

Cosa si studia per diventare copywriter? Tutto meno che la scrittura, te lo dico subito. 

Quello è un prerequisito, ricordi? Qui ti confido l’unico segreto, che per qualche motivo a noi ignoto è davvero tale. 

Il copywriter lavora con la scrittura, ma il lavoro di copywriting è in minima parte scrivere. E infatti dovrai avere competenze piuttosto diversificate, che possiamo riassumere in: 

  • Strategia di marketing 
  • Scrittura persuasiva 
  • Psicologia 
  • Capacità di ricerca e sintesi
  • Analisi dati (base)
  • SEO semantica 
  • SEO tecnica (pochissima, tranquillo)

Quindi cosa devi studiare? La soluzione migliore è trovare un corso che ti dia le basi (sei assolutamente sul sito giusto, sappilo!) e cominciare da lì.

Poi puoi cominciare a rifornire la tua libreria (qui trovi 6 libri sul copywriting). Il mio personalissimo consiglio è di partire da libri divulgativi nell’ambito dell’economia comportamentale. Penso ad autori come Kahneman, Ariely e Thaler

Ma anche Cialdini, se non hai mai sentito parlare di lui, meglio leggerlo. Ecco qualche titolo che ti consiglio:

E non fermarti lì. La lettura è semplicemente indispensabile per un copywriter. Se ti piace leggere è una bella fortuna, perché fondamentalmente parte del tuo lavoro sarà un passatempo che già avevi.

Se non ti piace, dovrai farlo comunque, quindi…

La mia storia di successo: come ho guadagnato 10K prima ancora di…

L’intestazione sopra, detta in gergo H(eading)2, è una presa in giro, ovviamente. Qui – e per qui intendo nella community di Copy School – non amiamo le storie che cominciano con “un mese fa asciugavo i piatti a Harlem, ora possiedo un’isola nel Pacifico”

Non ho  nulla contro le trasformazioni, anzi. Ma questo tipo di comunicazione sensazionalistica, per me (e sono sicuro che Anna è d’accordo) sa un po’ di finto e vecchio. 

E se sei arrivato a leggere fin qui, forse ci assomigli! Quindi ecco la mia storia, in breve e senza esagerazioni sensazionalistiche.

Amavo scrivere a scuola (10 al tema di maturità, per dire), ma mai avrei pensato di lavorarci. Poi nel 2016, per motivi lavorativi, dovetti prendere in mano da zero un blog aziendale e scrivere con una certa regolarità.

La tematica non mi piaceva. Dovetti fare parecchia ricerca e leggere non pochi articoli per sviluppare un minimo di competenze necessarie a scriverne. E infatti i primi articoli erano letteralmente tradotti dall’inglese. 

Questa esperienza lavorativa volgeva al termine e io mi trovavo a dover decidere che fare. Il cameriere ad Alex, ti dirò, mi solleticava poco. I soldi erano ottimi, ma non c’era vita (10 ore al giorno per 6/7 giorni a settimana). Non faceva per me.

Facciamola breve, approdo alla decisione di scrivere per vivere, scelgo Anna e il suo corso ed eccomi qui. 

Questo succedeva un anno fa. Ora gestisco il profilo Linkedin di un professionista, collaboro con un’agenzia di comunicazione alla scrittura di un blog, e, dulcis in fundo, ho il mio blog personale, che, con il mio canale Instagram, uso per promuovere il mio percorso di language coaching… language che?! 

Brevemente, affianco le persone che vogliono imparare una lingua e fanno fatica per qualsiasi motivo (mancanza di metodo, tempo o talento). Fine pubblicità.

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Che c’entra tutto questo con il copywriting?

C’entra molto. Senza l’insistenza di Anna perché mi aprissi un blog, per quanto imperfetto e non rifinito esteticamente, non avrei raggiunto le prime persone con cui ho cominciato a lavorare.

Senza le competenze da copywriter, non avrei messo in piedi il mio mini funnel costituito da canale Instagram e blog per stabilire la mia autorevolezza in materia. Tutto questo è stato possibile grazie a quello che ho imparato studiando da copywriter

E giusto per rispondere parzialmente alla prima domanda, senza sbandierare risultati economici, a metà del percorso con Anna mi ero già ripagato il costo della formazione

S’è fatta una certa…

Insomma l’hai capito come si fa a guadagnare con il copywriting? Spero che quanto detto sopra ti abbia aiutato a farti un’idea. I guadagni sono impossibili da prevedere, per tutta una serie di fattori, molti dei quali dipendono da te. E questa è la buona notizia. 

La cattiva è che tu potresti non essere adatto a questa professione, se non sei disposto a darti seriamente da fare, a mandare giù bocconi amari e a trattare. 

Lo studio parte da un’infarinatura generale su come funziona e cosa è il copywriting. E ti consiglio caldamente di diffidare dei formatori con un approccio dogmatico. L’unica promessa che ti possono fare è quella che dovrai formarti e studiare. Nessuna promessa di guadagno o di metodi scientifici è reale. 

Dopo l’infarinatura sul copywriting, potrai spaziare un po’ di più. Non troppo, mi raccomando. Le discipline sono quelle che ho elencato più sopra, non ti servirà l’astronomia per fare il copy… Che poi, se ti piace l’astronomia a livello semiprofessionale, forse non è il caso che tu faccia il copy, no? Anche se Neil deGrasse Tyson è un gran comunicatore. 

Hai due o tre cose a cui pensare, ora. Buone riflessioni.

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Andrea Roberto
Andrea Roberto

Poliglotta studioso di lingue, dalla fine dell'università non ha mai smesso di studiare, tra un lavoro e l'altro. Cinque anni in Cina, quattro in Germania e una sola domanda: where next?

Per poter finalmente diventare un nomade digitale e lavorare da qualsiasi posto si è deciso ad approfondire il copywriting. Ed è stato subito amore.

Cammina per chilometri ogni giorno, non può stare senza libri e movimento, preferisce un bosco di conifere ad una spiaggia alle Maldive.

5 commenti

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  1. “..darsi da fare, mandare giù bocconi amari e…trattare…”. Ecco, il primo punto è ben comprensibile, leggendo il bel post si capisce cosa intendi…gli altri due vengono “citati” ma non approfonditi. Mi sarebbe piaciuto approfondire anche loro, con il racconto della tua esperienza. Comunque interessante. Grazie

    • Ciao Silvio, ti rispondo brevemente qui intanto.

      I bocconi amari sono i rifiuti di potenziali clienti. Questi possono prendere la forma di un colloquio che ti sembrava andato benissimo e che invece si risolve con un “grazie, ma abbiamo deciso di non proseguire con te”, oppure un “costi troppo”.

      Oppure di un vero e proprio “ghosting”. Mandi preventivo o email iniziale per quello che ti sembra il progetto perfetto per le tue competenze, e non ricevi alcuna risposta.

      Qui ovviamente si sfora un po’ su un tema che va oltre il copywriting, evidentemente. Ha a che fare con la nostra percezione del valore che portiamo e che siamo come persone. Non è la sede.

      Sul trattare invece, ti direi che tralasciando la prima fase in cui prendi qualsiasi cosa perché vuoi e devi lavorare, poi bisogna diventare un attimo più selettivi e rimanere fermi sulle proprie posizioni.

      Per esempio, come primo ingaggio ti chiedono articoli a 10 EUR lordi l’uno? Per me per un paio di mesi è una cosa da fare assolutamente: ti testi sulla tua capacità produttiva e velocità e ti alleni. Poi per quella cifra, DEVI rifiutare, per me.

      Trattare porta con se il rischio di rifiuto, ma se hai ben chiaro cosa vuoi prima, il problema si risolve prima di apparire.

  2. Grazie per questo articolo, Andrea.
    Sa di vero e mi stimola un certo senso di appartenenza alla community di Anna.
    Poi nonostante mi ritrovi con le caratteristiche da te descritte, mi sto ancora chiedendo se il mestiere della copywriter fa per me.
    Slowly (non troppo però) but steady, come da upgrade di Anna, lo capirò facendo.
    La riflessione continua.
    Ciao, Federica.