Anna Pozzi

Copywriting per Instagram: 5 lezioni che ho imparato pubblicando 100 post

C’è sempre una prima volta per tutti e per tutto: per me la data da segnare in rosso sul calendario è il 25 maggio 2022. Che poi in realtà non era proprio la prima volta che scrivevo sui social; ma sicuramente era la prima volta che lo facevo in maniera metodica, organizzata e… diversamente personale. Per un progetto tutto mio.

Ho da poco superato i 100 post pubblicati e ho pensato di condividere quanto ho imparato. Pronto a prender nota? Lascia che ti racconti cosa ho sbagliato, così puoi evitarti il dovere di sbagliare anche tu…

Scrivere sui social è un “male necessario” per un copywriter? Dipende

“Che bello, finalmente apro un mio profilo su Instagram!” – no, decisamente non è andata così. Punto primo: un profilo Instagram già ce l’avevo (anzi, due) e avevo già avuto modo, per lavoro, di cimentarmi con la scrittura per i social.

Avevo dunque già sbattuto la testa contro l’amara verità: crescere su Instagram è tutto tranne che facile. Ecco perché, a dirla tutta, mi approcciavo all’apertura del mio profilo professionale su Instagram con un po’ di mal di pancia; ma se s’ha da fare… facciamolo.

Ed eccoci subito alla lezione 0: non dev’essere per forza così, ma questo l’avrei capito solo un po’ di tempo dopo. La scelta delle piattaforme social utili per il proprio posizionamento dovrebbe assolutamente tenere conto delle proprie inclinazioni (e delle proprie idiosincrasie).

Anche solo per il fatto che, come copywriter e “scrittori del web”, ognuno di noi è più bravo a fare certe cose che altre. A usare certi registri, a parlare a determinate audience, ad affrontare certi argomenti. 

Prima di immergerci assieme nelle 5 lezioni che ho imparato pubblicando 100 e più post su Instagram, ci tengo dunque che ti segni questo concetto: non devi esserci per forza, e non ha senso esserci controvoglia.

Valuta molto bene il tuo posizionamento in ottica strategica:

  • Sono adatto a quel canale/a quella piattaforma?
  • Possiedo le competenze necessarie a creare contenuti di qualità?
  • L’audience a cui mi rivolgo frequenta quel canale/quella piattaforma?

La risposta alla terza domanda è quanto mai importante per un copywriter che voglia iniziare a lavorare seriamente: è vero, ormai i social li usano tutti, come dimostrano i dati super interessanti del Digital Report 2023, ma occhio che se vuoi posizionarti come copy, per raggiungere i tuoi potenziali clienti un social non vale l’altro.

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La lezione più importante? Il copywriting per Instagram si impara sporcandosi le mani

Sono passata da 0 post a 105 nel giro di 6 mesi e mezzo e da 0 follower a 915 sempre nello stesso arco temporale. Non sono numeroni, certo, ma rapportati all’impegno di tempo e risorse che ci ho messo, mi rendono abbastanza soddisfatta (si può sempre fare meglio, no?)

Ecco quello che ho imparato da questo sforzo quasi erculeo (sì, per un’antisocial come me non è stata una cosa banale!)

Lezione numero 1: la pratica rende perfetti, la pratica non può essere saltata

Esistono corsi e libri sul tema del copywriting per i social (che includono anche il copy per Instagram), ma se vuoi davvero diventare bravo a scrivere per IG la via da prendere è solo una: farlo. 

Per te stesso, per il tuo brand, per uno o più clienti. L’importante è farlo! Perché ti assicuro: non sai quante regole e regolette che si leggono ovunque ho scoperto non valere due lire quando “si entra nell’arena” per davvero. Spiacente (ma anche no), nulla può sostituire la pratica nel copywriting.

Lezione numero 2: il piano editoriale serve, davvero

Il piano editoriale per Instagram è uno strumento utile per chi non ha dimestichezza con la scrittura e si trova spesso senza ispirazione, giusto? Beh… non esattamente. Ho imparato a suon di scoppole auto-inflitte quanto è importante pianificare, anche quando si tratta di sè stessi.

L’improvvisazione è nemica della creatività, e il palcoscenico social ti mette quel filo d’ansia in grado di bloccare davvero la tua musa interiore. Quindi, anche per fare un saggio uso delle tue risorse (tempo e energie cerebrali), ti consiglio caldamente di fare una bella programmazione top-down: macroargomenti, microargomenti, contenuti long-form, contenuti per i social ricavabili da quelli long-form. 

Lezione numero 3: esponiti, funziona

Non è certo difficile per un copywriter scrivere il copy per un post per Instagram. Non richiede sicuramente la concentrazione e il lavoro di ricerca necessari a un copy di vendita, per fare un paragone. Ma una cosa è difficile da fare: esporsi in prima persona, “inserendosi” all’interno del contenuto.

Tu pensi che sia facile dire la tua e prendere posizione, ma poi ogni volta che ci provi… il cliché è dietro l’angolo che ti aspetta. E il timore del giudizio degli altri è qualcosa di congenito a tutti noi.

Beh, ti dirò una cosa: le persone vogliono altre persone. Non vogliono brand. E non c’è nulla di più prezioso, sui social, dell’opinione personale. Solo, dosala con intelligenza.

Lezione numero 4: non stai scrivendo un libro (e nemmeno un blog)

Sono seria: quanto è difficile autolimitarsi ed essere concisi! La semplicità è un’arte che non si raggiunge semplicemente riducendo il numero di parole. Less is more, vero, ma dipende sempre dalla qualità del less… 

Eppure sui social è imperativo imparare a essere less. Perché non stiamo scrivendo un libro e nemmeno un blog ottimizzato SEO e non possiamo contare sulla stessa disposizione all’ascolto (o meglio, alla lettura) da parte delle persone.

Scrivere di meno, semplificare, formattare il testo affinché sia un piacere anche per gli occhi non significa banalizzare, bensì rispettare le esigenze di quel particolare lettore.

Lezione numero 5: non farti fagocitare (e occhio che ci vuole un attimo)

Non farti tirare per la giacchetta: dalle mode, dai trend, dagli altri utenti, dalle aspettative delle persone, dal desiderio di visibilità. Ti garantisco che è facilissimo cedere alla tentazione, perché i social sono un gioco (in parte perverso) e il meccanismo con cui sono costruiti è studiato apposta per creare dipendenza.

Avere un solido progetto messo su carta aiuta a tenere dritta la barra del timone. Non si contano le persone che in questi mesi ho visto cedere ai trend del momento e svilirsi pur di acchiappare qualche like in più. Ecco, la presenza sui social non serve a quello: quando ti senti cadere in tentazione… pensa al progetto a lungo termine. Al perché hai aperto un profilo. Guarda più in là. E rimani saldo. Domani, te lo assicuro, ti ringrazierai.

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Anna Pozzi
Anna Pozzi

Copywriter e content strategist con un passato da giornalista, oggi si realizza nel formare chiunque desideri lavorare con il copywriting e trasformare la passione per la scrittura in una professione.

Quando non fa ciò, è impegnata ad aiutare le aziende migliori a far esplodere la loro comunicazione.

Nei momenti in cui non ha le mani sulla tastiera o una penna in mano, o è immersa nella natura o sta viaggiando (nei casi più fortunati, tutt'e due).

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