Hai mai pensato di metterti in proprio come copywriter, ma qualcosa ti ha frenato?
Magari la paura di non farcela, di non sapere da dove partire, di restare senza clienti o senza soldi?
In questo articolo, scritto insieme a Nicola Onida di Facile Web Marketing, parliamo proprio di questo: le paure del copywriter freelance. Quelle che si provano davvero prima di iniziare. E, soprattutto, di come affrontarle.
Nel resto dell’articolo troverai il contributo di Nicola Onida, che ha raccolto dubbi, errori e strategie utili per chi vuole iniziare a fare il freelance sul serio – evitando le classiche scelte impulsive, le aspettative da giovane miliardario in erba e i falsi miti motivazionali.
Ora passo la penna a Nicola: sono sicura che questo approfondimento ti sarà utile!

Le paure del copywriter freelance (quelle vere)
Ci sono paure che ti bloccano prima ancora di iniziare. Vediamo se le conosci anche tu.
Hai mai sentito parlare, ad esempio, della sindrome dell’impostore? Quella vocina nella tua testa che ti dice che non vali abbastanza per chiedere soldi in cambio delle tue parole e della tua scrittura.
Oppure la paura del salto nel vuoto, soprattutto se hai un lavoro fisso. “E se poi non funziona?”
Poi arriva l’ansia da Partita IVA: codici ATECO, forfettario, ricevute fiscali, fatture elettroniche. Tutto sembra così complicato e più grande di te.
Ma quella più temuta e diffusa è lei: la paura che i clienti non arrivino.
Devi sapere una cosa: tutte queste emozioni sono naturali per un freelance copywriter. Capitano a tutti. Potremmo dire che sono la norma. Il problema nasce quando non le riconosci e ti muovi a caso in preda al panico.
Capire da dove derivano e come gestirle è il primo passo per costruire una carriera freelance solida, e non solo istintiva.
I blocchi invisibili che frenano il freelance
Ci sono ostacoli che nessuna guida fiscale può aiutarti a superare. Sono quelli che hai in testa. E spesso sono più insidiosi della burocrazia stessa.
Aspettare di essere “pronto”: il perfezionismo paralizzante
“Non posso partire ora, devo prima formarmi meglio. Devo avere un sito perfetto. Devo trovare il nome giusto.”
Se ti sei detto qualcosa del genere, sappi che è assolutamente normale. È il nostro alter ego perfezionista che ci parla dal nostro cervello.
Il perfezionismo è uno dei blocchi mentali più subdoli del copywriter freelance. Ti tiene fermo con la scusa di prepararti prima di partire, ma in realtà è solo una forma di auto-protezione che prova a metterci in guardia dalla possibilità di fallire.
Talvolta più che metterci in guardia, ci immobilizza completamente, bloccandoci in una forma perenne di procrastinazione. È stato così anche per Valeria, che poi però ha capito come sbloccarsi: leggi la sua storia e i suoi 6 consigli.

Cercare prima il logo, poi i clienti: l’illusione del brand perfetto
C’è chi impiega mesi a scegliere font e palette colori, e intanto non ha ancora parlato con un potenziale cliente. È un modo elegante di sviare dall’obiettivo reale: sembri produttivo, ma stai solo rinviando ciò che davvero conta.
Un’altra trappola della procrastinazione. Se vuoi iniziare a lavorare da freelance, devi prima testare la tua offerta, non il tuo logo.
Confondere vocazione e progetto: quando l’ispirazione non basta
Scrivere ti appassiona, ti coinvolge e ti appaga. Ma lavorare in proprio con la scrittura è anche una questione di sostenibilità economica, pianificazione e relazioni.
Le paure del copywriter freelance non si risolvono (solo) ispirandosi a chi ce l’ha fatta. L’ispirazione è la base, è la miccia che dà fuoco alle polveri. Ma non basterà quando arriveranno i momenti più duri.
Certe paure si superano agendo, attivando la forza di volontà che permette di essere focalizzati su una data di inizio, un percorso di sviluppo preciso e una data di consegna.
Partire per sconfiggere le paure: ordine, priorità e concretezza
Prima i soldi, poi i sogni: quanti risparmi ti servono per iniziare
L’errore più comune? Lanciarsi da freelance senza aver fatto i conti, letteralmente.
Se pensi di aprire la Partita IVA come copywriter con 300 euro sul conto e tanta ispirazione, fermati. La pianificazione economica da freelance è la tua prima alleata.
Non serve avere decine di migliaia di euro da parte, ma almeno 3–6 mesi di cuscinetto (a seconda della tua situazione) devi averli. Ti permettono di lavorare con lucidità e non sentire l’acqua alla gola.
Una sensazione che da una parte limita la tua vena creativa nella scrittura, dall’altra innesca cattive sensazioni come agitazione e ansia da fatturato, che finiscono per farti “puzzare di disperazione”.
Ovvero: i clienti percepiscono che sei in difficoltà e tu finisci per accettare qualsiasi progetto pur di lavorare.
Prima il piano fiscale, poi la Partita IVA: non agire d’impulso
C’è chi aspira a lavorare come freelance senza mai provarci davvero e chi, invece, si butta senza sapere come gestire entrate e uscite, e finisce per avere più ansia da freelance che clienti.
Prima di fare qualsiasi passo, confrontati con un commercialista: scoprire come iniziare a lavorare da freelance significa anche sapere come funziona il tuo regime fiscale.
Quali adempimenti ti troverai davanti lungo il tuo percorso da lavoratore o lavoratrice autonoma, quali scadenze dovrai rispettare e quali costi dovrai sostenere. Saperlo in anticipo fa davvero la differenza, te lo assicuro.

Prima le relazioni, poi il sito: il tuo primo cliente potrebbe non arrivare da Google
Puoi avere il sito più bello del mondo come copywriter, ma all’inizio lo visiteranno in pochi. Meglio costruire connessioni vere: amici, ex colleghi, collaborazioni passate. Per trovare clienti da freelance, inizia da chi ti conosce già.
Il sito può arrivare dopo. O anche molto dopo. Mi spiego meglio. Se ti occupi di scrittura, non dovresti avere difficoltà a pubblicare regolarmente su un tuo blog.
Se scrivi focalizzato sulla tua Unique Selling Proposition, se condividi in qualche modo il tuo schema valoriale nei tuoi articoli, se ti occupi di topic e argomenti rilevanti per la tua nicchia, allora il tuo blog sarà la tua arma vincente (o una delle tante a disposizione).
Ma proprio perché è qualcosa che si costruisce nel tempo, in modo lento, se invece hai necessità di trovare clienti in modo rapido, non andare a cercare lontano: parti da una cerchia di conoscenze più ristretta.
Puoi anche chiedere a chi ti conosce se a loro volta conoscono qualcuno che potrebbe aver bisogno dei tuoi servizi. Senza paura!
Due scenari, due percorsi: cosa cambia (e cosa no)
Parti da zero e hai pochi vincoli? Sfrutta il tuo vantaggio
Se non hai figli, un mutuo da pagare o un capo che ti aspetta il lunedì mattina, hai un vantaggio enorme: puoi permetterti di iniziare una carriera da freelance in modo più fluido, testando, sbagliando e sperimentando.
Non hai nessuno a cui dover rendere conto se non te stesso. Questo però non significa buttarsi senza un minimo di strategia. Anche in assenza di vincoli, serve un piano:
- Budget iniziale
- Prime collaborazioni
- Rete di contatti
- Obiettivi realistici
L’insicurezza del freelance non sparisce da sola, ma se sei libero di cambiare direzione velocemente, puoi imparare sul campo e correggere il tiro. In pratica: se sei giovane o stai partendo da zero, non devi essere perfetto.
Devi solo iniziare con un piano definito.

Vuoi lasciare un lavoro da dipendente? Progetta l’uscita in sicurezza
Hai un impiego fisso ma sogni di lavorare in proprio nella scrittura? Allora il tuo percorso è un po’ diverso.
Non serve mollare tutto all’improvviso (anzi, spesso è un errore). Puoi cominciare a costruire il tuo profilo da copywriter freelance mentre sei ancora in azienda. Testa il mercato, parla con un commercialista, avvia i primi progetti da freelance con piccole collaborazioni-prova.
Quando hai validato l’idea, fatto esperienza e messo da parte un piccolo fondo (almeno 6 mesi di cuscinetto finanziario), allora sì: puoi fare il salto. Avrai meno paure, meno ansia da freelance e più lucidità per il tuo progetto di libertà.
Partire in modo graduale non è mancanza di coraggio. È buon senso.
Trovare i primi clienti: la paura fa 90
Nella Smorfia napoletana il numero 90 è associato alla paura. Ma non una paura paralizzante: quella che ti fa scattare, che ti mette le ali ai piedi.
Ecco, se stai pensando di metterti in proprio come copywriter, magari senza un portfolio, senza certezze, con l’ansia da freelance che ti fa compagnia ogni mattina, forse è il momento di trasformare quella paura in azione.

Il potere delle connessioni personali (anche se non sei estroverso)
La prima verità scomoda? Il tuo primo cliente probabilmente non arriverà da Instagram. Arriverà da una persona che già ti conosce. Un ex collega, l’amico di un amico, qualcuno che ha letto una tua bio su WhatsApp.
Ad esempio, uno dei miei primi lavori mi è stato commissionato da un responsabile aziendale che mi conosceva nel mio vecchio lavoro da dipendente in azienda. Sapeva come lavoravo, sapeva che stavo lasciando l’azienda per diventare freelance e così mi chiese di partecipare a un progetto parallelo che portava avanti al di fuori dell’azienda. All’inizio è stata una bella spinta!
Per superare le paure da copywriter freelance e non sentirti bloccato dalla solita insicurezza da libero professionista, non serve essere estroversi. Puoi attivare il passaparola anche solo iniziando a raccontare cosa fai (e come lo fai). Breve, chiaro, con un pizzico di coraggio.
Il metodo referenza-pilota: meglio una collaborazione reale che mille like
Vuoi iniziare a fare il copy freelance ma non hai un portfolio? Offri il tuo contributo a una persona reale, per un progetto concreto.
Se necessario anche gratis, se è una scelta consapevole e con un obiettivo: ottenere il tuo primo caso studio, un feedback, una referenza autorevole.
In questo caso non si chiama sfruttamento, si chiama strategia per trovare clienti nel copywriting.
Sì, puoi usare LinkedIn. Ma con metodo, non a caso
Postare a caso su LinkedIn perché “si deve fare personal branding” è come urlare nel vuoto: non ti sentirà mai nessuno. Usa la piattaforma per creare relazioni, non solo contenuti.
Nicola Onida e la community di Freelance Academy lo ripetono spesso: i clienti non cercano chi sa scrivere. Cercano chi sa risolvere problemi. E questo LinkedIn te lo fa dire, se lo usi bene.
Paure del copywriter freelance: prima le affronti, meglio è
Le paure del copywriter freelance non spariscono se fai finta di niente. Le porti con te in tutto ciò che fai – nei preventivi, nei post che pubblichi, nei silenzi con il tuo network. Eppure guardarle in faccia è il miglior inizio che tu possa intraprendere.
Il momento giusto per mettersi in proprio forse non arriverà mai. Ma non importa, puoi sempre scegliere di prepararti (e come farlo al meglio):
- Capire se hai una base economica sostenibile
- Se la tua insicurezza da freelance è solo paura del giudizio o qualcosa da approfondire
- Se sei davvero pronto al grande salto o sei solo stanco del lavoro fisso
Non hai bisogno di tutte le risposte. Solo di una buona domanda: “Lo sto facendo con consapevolezza o per scappare da qualcos’altro?”
Noi, Anna e Nicola, ci siamo passati.
Per scrivere questo contenuto ho chiesto supporto a Nicola Onida, fondatore di Facile Web Marketing e autore del libro “Marketing per PMI”, che ha vissuto in prima persona il salto da dipendente a freelance nel 2020. Non solo non si è pentito: oggi, nonostante le difficoltà, considera quella scelta il punto di partenza del suo lavoro al fianco delle piccole e medie imprese.
FAQ – Domande frequenti sul diventare copywriter freelance
Come si diventa copywriter freelance (davvero)?
Non basta amare la scrittura. Per diventare copywriter freelance serve allenare la capacità di risolvere problemi con le parole, non solo scrivere bene. Devi imparare a parlare con i clienti, leggere tra le righe dei brief, proporre soluzioni strategiche (non solo slogan brillanti). Serve formarsi, certo, ma anche testare, sbagliare, migliorare. Serve trattare il freelancing come un vero lavoro, con metodo e obiettivi. E iniziare, senza aspettare di sentirsi “pronti”.
È normale avere paura di non trovare clienti?
È più che normale. È la paura più diffusa tra chi inizia. Ma attenzione: più rimandi, più questa paura cresce. Il primo passo è capire che i clienti non piovono dal cielo. Si cercano, si ascoltano, si coltivano. Spesso il primo arriva da chi ti conosce già. Inizia a raccontare cosa fai, anche in piccolo, anche se ti senti imperfetto. Le relazioni attivano opportunità. La paura resta, ma non comanda più.
Devo aprire la Partita IVA subito per iniziare?
No, non subito. Puoi iniziare a testare il mercato anche senza Partita IVA, emettendo ricevute occasionali nei limiti previsti dalla legge. Ma se capisci che vuoi davvero lavorare da freelance, aprire la Partita IVA diventa un passo necessario per costruire basi solide. Il consiglio? Parla con un commercialista prima di decidere. Sapere cosa ti aspetta riduce l’ansia e ti aiuta a evitare errori fiscali.
Come superare la sindrome dell’impostore se voglio lavorare nella scrittura?
Non si supera, si gestisce. La sindrome dell’impostore non se ne va mai del tutto, ma puoi imparare a non darle retta. Ogni freelance, prima o poi, si sente “non all’altezza”. La chiave è agire lo stesso. Raccogli feedback reali, guarda i risultati che ottieni, parla con altri freelance: scoprirai che è una paura condivisa. E che non sei solo.
Come si trovano i primi clienti da freelance senza esperienza?
Non ti servono follower, ti servono contatti reali. I primi clienti spesso arrivano da passaparola: amici, ex colleghi, collaborazioni passate. Racconta cosa fai in modo semplice e concreto. E se non hai un portfolio? Offri una collaborazione pilota, chiedi un feedback, ottieni una referenza. Parti da lì. Meglio un cliente reale che cento like sotto un post.


