Anna Pozzi

Piattaforme per freelance: come funzionano e a cosa servono

Hai mai sentito parlare delle piattaforme per freelance? Se non vivi sulla cima di un monte in completo isolamento… probabilmente sì. E probabilmente ne avrai sentito parlare male o, nel migliore dei casi, in maniera molto superficiale (“sono piattaforme online dove i freelance possono guadagnare…”). 

Se vuoi sapere come le piattaforme possono cambiare il destino della tua carriera da copywriter freelance, continua a leggere: perché non solo ti spiegherò come funzionano e come usarle, ma ti racconterò anche la mia personale esperienza – spoiler: è stata super positiva.

Cosa sono le piattaforme per freelance?

Iniziamo dalla domanda più importante: cosa sono le piattaforme per freelance? Luoghi di ritrovo dove i lavoratori autonomi possono scambiarsi opinioni e magari anche lavori? Decisamente no.

Le piattaforme per freelance altro non sono che “luoghi digitali” che hanno lo scopo di mettere in comunicazione aziende e freelance, ovvero la domanda e l’offerta del mercato del lavoro autonomo.

In modo diverso, ognuna di queste piattaforme accorcia la distanza tra fornitori e fruitori di servizi professionali, rendendo semplice qualcosa che, per entrambe le parti coinvolte, potrebbe non esserlo.

Una piattaforma per freelance infatti:

  • Aggrega le offerte di lavoro per freelance e le organizza secondo settori e categorie
  • Organizza i freelance in una sorta di catalogo virtuale navigabile dalle aziende
  • Provvede a formalizzare il rapporto di lavoro tra azienda e freelance tramite un contratto
  • Assolve anche agli obblighi fiscali del freelance nei confronti dell’azienda

Avrai già capito quali sono i principali benefici per un copywriter freelance (così come per tantissime altre categorie di freelance…) di servirsi delle piattaforme: il primo della lista, senza dubbio, è la possibilità di accedere in pochi minuti a un mondo di proposte di lavoro.

Urge subito fare una precisazione: più competenze hai, più lavori troverai. Proprio per via della straordinaria varietà di progetti che si possono trovare sulle piattaforme, chi è più versatile è senza dubbio avvantaggiato. Questo non significa che è impossibile proporsi con un profilo specialistico e operare in una o più nicchie, tutt’altro.

Ma sicuramente, soprattutto su Upwork (non conosci Upwork? Leggi la mia guida), chi ha conoscenze e competenze trasversali ha molte frecce in più al suo arco. Ad esempio, un copywriter freelance che si destreggia bene anche con il content writing e che conosce bene la SEO ha molte possibilità in più di chi si limita a offrire solo un servizio di scrittura copy per ads.

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Chi è più “skillato” parte in vantaggio?

C’è una cosa su cui dovresti riflettere: non è un caso se le piattaforme per freelance mettono tanta enfasi sulle parole “talento”, “migliore”, “veloce”“professionista” nella loro comunicazione verso le aziende.

Perché sono proprio i talenti migliori a essere i più ricercati. I professionisti “a tutto tondo”, quelli in grado di risolvere problemi, quelli che non hanno timore di fare consulenza a una grande azienda.

Questo forse è l’equivoco maggiore riguardo alle piattaforme per freelance, quantomeno secondo me: che siano luoghi “magici” che tolgono le castagne dal fuoco a qualsiasi freelance. Sbagliato!

Solo chi lavora davvero bene e mette regolarmente quel “qualcosa in più” in quello che fa ottiene grandi ritorni dalle piattaforme. A tutti gli altri… rimangono le briciole. 

Come funzionano le piattaforme per freelance? Upwork, Fiverr e le altre

Per prima cosa… fuori i nomi! Quali sono le piattaforme per freelance più utilizzate in Italia e nel mondo? Non sto parlando di servizi come Melascrivi, Greatcontent o Textbroker, destinati unicamente a chi si occupa di scrittura di contenuti, ma proprio delle piattaforme multi-freelance e multi-categoria.

In questo ambito c’è una triade che proprio non puoi non conoscere:

In un altro articolo approfondiremo numeri e storia di ognuna di queste piattaforme, per il momento ti basti sapere che già posizionandoti bene su queste 3 piattaforme avresti abbastanza lavoro da non sapere che fartene.

E non a caso ho usato il termine ‘posizionarti’. Perché scoprirai che non basta iscriverti, le piattaforme le devi anche conoscere e sapere usare, se vuoi ottenere risultati concreti (personalmente, conosco bene Freelancer e come le mie tasche Upwork, quella che mi ha dato i migliori risultati).

Ad ogni modo, su ogni piattaforma dovrai fare le seguenti cose:

  • Registrarti
  • Creare un profilo che rispecchia le tue competenze, scegliendo skill e categorie adatte
  • Completare con cura il tuo profilo prestando molta attenzione alla descrizione tramite cui ti presenti (perché è anche quella attraverso cui ti vendi)
  • Scegliere una foto profilo professionale
  • Selezionare qualche lavoro significativo che hai fatto da mostrare nella sezione portfolio

Dopodiché, ogni piattaforma ha un funzionamento leggermente diverso, quindi ora ti spiegherò come usare ognuna di queste 3 piattaforme per freelance in un paragrafo dedicato.

Come funziona Upwork

Upwork è una piattaforma di comunicazione tra aziende e freelance. È l’azienda a pubblicare i progetti, descrivendo nel dettaglio il lavoro e le caratteristiche del freelance che sta cercando; il freelance seleziona quelli a cui candidarsi e invia una proposal, tramite la quale si presenta e si candida per il lavoro in oggetto.

Il “plus” di Upwork è che le aziende possono invitare i singoli freelance ai loro lavori: questo deve essere il tuo obiettivo ultimo sulla piattaforma, farti invitare ai lavori migliori invece che passare il tempo a cercare progetti a cui candidarti. Con strategia e costanza (e lavorando bene, anche con la SEO) ci si arriva.

Come funziona Fiverr

Fiverr invece funziona al contrario, ovvero sono i freelance a “mettersi in vetrina” con i propri pacchetti di servizi, mentre le aziende si limitano a cercare il professionista giusto e ad acquistare un servizio specifico al prezzo fissato dal freelance. Su Fiverr i progetti semplici vanno per la maggiore, ma c’è da dire che grazie alla comunicazione diretta con il cliente si possono portare a casa anche progetti più complessi, una volta stabilito un rapporto.

Come funziona Freelancer

Freelancer ha un funzionamento simile ad Upwork, anche se come organizzazione è decisamente più semplice. Le aziende postano sintetici progetti corredati da budget di riferimento e si candidano a ricevere proposte economiche da tutti i freelance che pensano di essere idonei per il lavoro. Le offerte sono pubbliche, al contrario di Upwork, dunque la “corsa al ribasso” è decisamente più marcata.

piattaforme per freelance

Guadagnare lavorando online tramite le piattaforme: la mia esperienza

Ok, lo ammetto in partenza: a me le piattaforme piacciono. Per numerosi motivi, primo fra tutti la sfida costante che deriva dal potersi misurare con progetti ambiziosi e stimolanti. La possibilità di alzare la propria asticella e… non annoiarsi mai (oltre a tenere viva la propria creatività).

Ecco, questo è il motivo principale per cui su Upwork mi sento a casa – anche se non uso la piattaforma “attivamente”, cioè per candidarmi spontaneamente, da anni. 

Ho usato Freelancer (non molto) e Upwork, mentre Fiverr la conosco e la uso ma solo come azienda, ovvero per trovare freelance che lavorino per me. Quello che ho imparato dall’esperienza fatta in anni di attività sulle piattaforme lo posso sintetizzare così:

  • L’inglese è (quasi) indispensabile per raggiungere guadagni elevati
  • Nessuna piattaforma ti darà mai risultati ottimi se non ne conosci bene i meccanismi
  • La SEO è importantissima
  • La capacità di vendersi è altrettanto importantissima
  • Le doti comunicative sono fondamentali
  • Più tempo “perdi” a curare il tuo profilo e la comunicazione, meno ne perdi a inviare candidature che non ottengono risposta
  • Il vero punto di svolta è far lavorare le piattaforme per te, ovvero usarle come “vetrina” per farti contattare dai clienti

Altri fatti interessanti in ordine sparso: le aziende italiane sono in crescita su tutte le piattaforme, ma forse Freelancer è quella che ha la rappresentanza maggiore in tal senso.

Su Upwork la moneta di scambio è il dollaro, mentre Freelancer e Fiverr usano l’euro; tutte e 3 le piattaforme possono essere usate con un account gratuito, passare a un piano a pagamento è una scelta personale.

E con gli indiani a 5$ l’ora come la mettiamo?

Sì, è vero, molte piattaforme per freelance sono invase da freelance stranieri disposti a lavorare davvero per quattro spicci (che per loro hanno un valore diverso).

Ed è qui che spesso casca l’asino… che nemmeno prende in considerazione le piattaforme perché “mi hanno detto che ci sono solo lavori da quattro soldi”.

Allora io ripenso ai progetti da migliaia di euro che ho chiuso su Upwork, o grazie ad Upwork, e rimango molto perplessa.

Perché mi chiedo: ma nel mercato del lavoro tradizionale, la concorrenza a basso prezzo tu non la trovi mai? Perché io la trovo, la vedo, so che esiste, e la evito.

Lo stesso faccio sulle piattaforme, quando le uso. Ci sarà sempre chi è disposto a fare un prezzo più basso del tuo… o anche a non fare un prezzo e lavorare gratis (se vuoi un giorno ti racconto di tutti gli aspiranti giornalisti che mi hanno soffiato incarichi perché disponibili a lavorare gratis “per fare esperienza”).

Le piattaforme per freelance ti costringono proprio a uscire da questa dinamica. Lì tu hai un prezzo e devi venderti per quello che vali. Ancora meglio: devi convincere chi vuole “comprarti” che vali quel prezzo.

A me questa dinamica ha insegnato tanto, ne ho tratto preziose lezioni che mi sono utili anche nelle trattative fuori dalle piattaforme, nel mercato “tradizionale”, se così vogliamo chiamarlo.

Quindi, per concludere, sì la concorrenza a basso prezzo c’è… ma non deve essere un tuo problema. Altrimenti stai sbagliando strategia, o cliente, o… entrambe le cose.

Hai mai usato una piattaforma per freelance? Raccontami la tua esperienza in un commento!

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Anna Pozzi
Anna Pozzi

Copywriter e content strategist con un passato da giornalista, oggi si realizza nel formare chiunque desideri lavorare con il copywriting e trasformare la passione per la scrittura in una professione.

Quando non fa ciò, è impegnata ad aiutare le aziende migliori a far esplodere la loro comunicazione.

Nei momenti in cui non ha le mani sulla tastiera o una penna in mano, o è immersa nella natura o sta viaggiando (nei casi più fortunati, tutt'e due).

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