Anna Pozzi

Vuoi diventare un ottimo copywriter? Smetti subito di studiare (e non fare queste 5 cose)

Questo è un articolo controcorrente. Ti avviso subito, lettore, per la serie “patti chiari, amicizia lunga”: non troverai né i 10 step infallibili per diventare un copywriter in meno di 30 giorni né il segreto sconvolgente che ho finalmente deciso di rivelare dopo oltre 15 anni di pratica.

Ma troverai un sacco di riflessioni sulla creatività. Già perché sembra – sembra – che nonostante l’avvento dell’intelligenza artificiale e gli ormai numerosi manuali di copywriting disponibili, la creatività sia ancora quell’elemento unico e personale che può fare una gran differenza.

Io per rianimare la mia creatività ho dovuto attraversare una personale selva oscura. E ora ti racconto com’è andata.

La gioia di trovarsi su una strada vuota in mezzo al nulla

Ops, mi si è spento il cervello

10 giorni, o forse 12. Non ricordo esattamente. Tanto è stato il tempo che ci ho messo, dopo essere partita per il tanto sudato viaggio in Patagonia il mese scorso, per riappropriarmi della mia testa.

Ero arrivata piuttosto di corsa al giorno della partenza: il 16 marzo ho spento il computer alle 14, alle 14:10 scendevo con zaino e valigia, pronta per andare in aeroporto, alle 15, a Linate, già imprecavo dietro all’elenco delle cose che avevo dimenticato di fare/prendere/portare.

Ero piuttosto stanca. Da marzo 2022 non mi ero quasi mai fermata – eccezion fatta per la pausa forzata dovuta al Covid. Tanto lavoro, tante cose nuove da fare e imparare, tanto Instagram, croce e delizia delle mie giornate (…più croce, va detto!), tante call… Ero arrivata alla conclusione di non potermi fermare. Ne ero sinceramente convinta.

Tanto che nello zaino avevo anche infilato taccuino e penna, di cui avrei sicuramente avuto bisogno già nel volo Roma-Buenos Aires, per buttare giù un po’ di idee. E che dire del fatto che la connessione internet in volo è ancora un miraggio? Se solo ci fosse stata, avrei potuto lavorare qualche ora invece che sprecare 14 ore così…

“Ehm… no. Non ci siamo. Ora basta”.

Questo deve aver pensato il mio cervello, che si è semplicemente… spento. In aereo e per un bel po’ di giorni a seguire. Hai presente quando sei… scollegato? Quando la sola idea di scrivere una mail ti affatica? Ecco, fino almeno al 26 marzo mi sono sentita esattamente così.

“Ma sì, lascia che le cose vadano come devono andare”  mi sono detta. E ho fatto tutto quello che mi veniva istintivo fare. Scrivere e buttare giù idee non facevano parte di quelle cose.

Come avevo provato a diventare una copywriter ancora migliore. E come ho fallito

Può un periodo di super-lavoro drenare a tal punto le energie mentali di una persona? Nel mio caso, decisamente sì. Eppure pensavo di aver fatto tutto giusto.

Per mesi mi ero alzata di buon’ora, avevo compilato infinite to-do list, avevo pianificato e programmato in anticipo e avevo dedicato le ore migliori della giornata al lavoro in deep focus.

Avevo fatto quel passo in più, quello sforzo ulteriore… avevo gettato il cuore oltre l’ostacolo. Del resto non è quello che qualsiasi Guru su Instagram (e non solo) dice di fare per raggiungere il successo? Chi non risica, non rosica…

Io però a botta di focus e task stavo facendo a pezzi l’unico elemento che davvero mi permette di guadagnarmi da mangiare: la mia creatività. Me ne accorgevo ogni volta che aprivo un documento vuoto e provavo a spremermi le meningi per ricavarne nuove idee per contenuti. 

La confusione. Il vuoto mentale. L’irritazione…

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Quando sei in dubbio, parti

Per molteplici motivi, lavorativi e personali, marzo 2023 non era il momento ideale per partire per un viaggio di 25 giorni. Ero reticente, lo confesso. A tratti speravo quasi che si verificasse qualche imprevisto che mi costringesse a rimandare il viaggio.

Anche quando ero già a Buenos Aires, durante quei pochi giorni necessari a smaltire il jet lag prima di decollare in direzione Sud, mi frullava in testa l’idea che forse partire non era stata l’idea migliore… Eppure, qualcosa iniziava a muoversi nella mia testa.

Le rotelle pian piano ricominciavano a girare. Libere, senza condizionamenti, per il puro piacere di mettersi in movimento.

Finalmente ero libera di:

  • Leggere quello che volevo
  • Fare quello che volevo
  • Guardare, passeggiare, chiacchierare senza orologio alla mano
  • Pensare a ruota libera

Quando sei in viaggio sei talmente preso da ciò che stai facendo che ti dimentichi di “come” dovresti vivere. Ti dimentichi anche chi sei, a tratti… Cosa fai nella vita, che posizione ricopri e come dovresti comportarti. E tutto questo è una preziosissima medicina, per l’anima e per la mente.

Lo ammetto, a Ushuaia ho avuto la tentazione di imbarcarmi anche per l’Antartide…

Perché mai per diventare un (gran) copywriter dovresti preoccuparti più di vivere che di lavorare?

Quei giorni, quelli prima di riprendere in mano una penna (e le note dello smartphone), sono stati importantissimi. E anche quelli dopo, perché sono riuscita a mantenere un sano equilibrio e a dedicare a tutto ciò che non rappresenta il mio lavoro il 95% dei miei pensieri.

Ne avevo un bisogno vitale. E ho scoperto delle cose molto interessanti riguardo la mente creativa:

  1. La creatività è un diesel. È il Duomo di Milano, un cantiere infinito. Ci vogliono anni per scolpirla, nutrirla, educarla, farla crescere; non c’è scorciatoia per questo, non c’è pillola magica
  2. La creatività si nutre di vita vera. Non quella dei social; quella che vivi veramente, nel mondo reale, in strada. Quindi viaggiare, leggere narrativa, guardare film, fare sport e conoscere persone sono tutte attività indispensabili al suo sostentamento
  3. La creatività, infine, è davvero l’unico superpotere che può garantirti una carriera brillante come copywriter. Per tutto il resto oggi c’è la “manovalanza”, in futuro ci sarà, credo, l’intelligenza artificiale

La creatività è indispensabile per colpire la curiosità altrui. E la curiosità, a sua volta, è l’unica efficace via di accesso alla mente umana per i messaggi di vendita – la specialità dei copywriter.

Se non sei in grado di giocare con la curiosità altrui, non sei in grado di scrivere copy efficaci. E non sei in grado di vendere. Considerazione estrema? No, te lo assicuro!

Quindi, se “da grande” vuoi fare il copywriter, ecco 5 cose che proprio non devi fare

Vuoi lavorare come copywriter professionista? Allora devi essere in grado di fare questo: 

  • Colpire l’immaginazione altrui con poche parole
  • Agganciare l’attenzione di un perfetto sconosciuto in una manciata di secondi

Devi diventare un manipolatore di curiosità. La tua creatività deve essere in grado di trovare il modo di schiacciare il bottone rosso in ogni diverso contesto, in ogni singola circostanza.

La curiosità muove le persone, la creatività ti consente di giocare con essa. No creatività, no party – a meno che tu non voglia trovarti a sgomitare con Chat GPT per un posto al sole.

Quindi, tirando le somme, dopo questo breve viaggio nell’oscurità creativa (mia), mi sento di darti questi consigli per cadere nella stessa trappola:

  1. Non si vive di sola teoria; bisogna anche divertirsi con la pratica. Mantieni una visione ampia inizialmente, cerca numerose occasioni per lavorare e fare pratica: è il modo più sano e più veloce per crescere
  2. Sempre perché non si vive di sola teoria, non eccedere con i manuali sul copywriting (o altro). Una volta acquisite le basi (anche con un buon corso), a scrivere si impara scrivendo… e leggendo gran bella narrativa. Più leggi, meglio scrivi!
  3. Lascia andare il mito della iper-produttività. Se la sveglia alle 4 di mattina e il workout alle 5 non fanno per te, non fartene un cruccio; troverai il tuo equilibrio in un assetto differente, non per questo sbagliato (siamo tutti diversi, del resto)
  4. Le abitudini e le routine aiutano, tanto… ma la creatività vive al di fuori di quei confini (spiacente!). E siccome quello del copywriter è un lavoro creativo, dovrai fare spazio nella tua vita per lo sconosciuto e l’imprevisto
  5. Non considerare normale essere stanco e stressato. Non lo è. Non è una conseguenza inevitabile del lavoro che fai, è un campanello d’allarme che ti dice che dovresti fare diversamente. Cambia prima che sia tardi!

Per diventare un gran copywriter, per prima cosa pensa a vivere

Quindi dovremmo tutti viaggiare un po’ di più? Beh, a mio parere sì. Almeno con la testa, quando non possiamo farlo fisicamente: leggendo, aprendo i confini mentali, parlando con persone diverse, impegnandoci in attività nuove e che ci permettono di scoprire qualcosa di più sul mondo e su noi stessi.

Perché è vero, alla fine scriviamo articoli di blog, post per i social o copy di vendita; ma quei contenuti devono farsi strada nel mondo, arrivare alle persone e riuscire a entrare nelle loro teste. E se non contengono un po’ di quel mondo e un po’ di vita al loro interno, non saranno diversi da quelli che una macchina può produrre a seguito di un prompt.

Quindi ricordati di vivere e di prenderti cura di te. Che l’asset più importante (e insostituibile) del tuo business da copywriter… sarai sempre e solo tu!

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Anna Pozzi
Anna Pozzi

Copywriter e content strategist con un passato da giornalista, oggi si realizza nel formare chiunque desideri lavorare con il copywriting e trasformare la passione per la scrittura in una professione.

Quando non fa ciò, è impegnata ad aiutare le aziende migliori a far esplodere la loro comunicazione.

Nei momenti in cui non ha le mani sulla tastiera o una penna in mano, o è immersa nella natura o sta viaggiando (nei casi più fortunati, tutt'e due).

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