Anna Pozzi

Quanto è bella la scrittura. Ma l’intelligenza artificiale lo sa?

Ho tenuto dentro riflessioni e pensieri per mesi. Avevo bisogno di farli maturare. La prima cosa che ho capito riguardo all’intelligenza artificiale applicata alla scrittura online (e al copywriting) è che se non provi, non sai. 

Ok, va bene, te lo concedo: ho scoperto l’acqua calda. Eppure una volta di più ho toccato con mano quanto questo mondo digitale bisogna affrontarlo a muso duro, con la spada sguainata, sempre in cerca dell’ultima onda da cavalcare per vedere se è una di quelle che ti porterà lontano, se invece si esaurirà in poco tempo o se addirittura ti butterà sott’acqua.

Quindi ora ti svelo tutto quello che penso e che penso di aver capito sul ruolo che l’intelligenza artificiale avrà nella scrittura online, quantomeno per quel che resta del 2023: mettiti comodo che iniziamo.

chatgpt e scrittura

Che fine ha fatto il piacere della scrittura?

Iniziamo da qui. C’è stata tanta pazzia attorno alla questione dell’intelligenza artificiale generativa negli ultimi mesi. Va bene, le novità ci piacciono (mai sentito parlare della Sindrome dell’oggetto splendente o Shiny Object Syndrome?), però insomma… questa ci ha fatto proprio perdere la trebisonda.

Ci siamo dimenticati di una cosa fondamentale, tutti intenti a capire come far scrivere al povero ChatGPT i nostri post social (o peggio). Ci siamo dimenticati che scrivere è un piacere. Profondo. Sia per chi si occupa di scrittura creativa sia per chi, come me, spazia dal content writing al copywriting all’email marketing e alla strategia di contenuti.

Io sto bene quando scrivo una mail. Una mail importante magari, una mail che può farmi arrivare più vicina all’obiettivo che devo raggiungere. Ma sto bene anche quando scrivo un blog, come ora, che poi è un ponte comunicativo gettato verso altre persone che condividono i miei stessi interessi.

Questo benessere, questo puro piacere di fare quello che mi viene meglio fare nella vita, questa felicità nel comunicare con gli altri fa parte della mia routine quotidiana. E non desidero in nessun modo sostituirla con altro, o liberarmene appaltandola all’intelligenza artificiale.

Siamo stati tutti vittime dell’oggetto splendente? A mio parere in parte sì. Almeno per un po’. Il concetto stesso che una macchina potesse scrivere al posto nostro, consentendoci di risparmiare “tonnellate” di tempo, è sbagliato in partenza. E ora ti spiego perché.

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La scrittura ha un valore formativo. Per non parlare di quello terapeutico

Se hai già letto qualcuno dei miei contenuti (blog, post su Instagram, newsletter) sai che mi piace ripetere che il modo migliore per crescere come copywriter è quello di fare pratica. Tanta, tantissima. Il più possibile variegata.

Scrivendo s’impara. È stato così per me ed è così anche per gli studenti che seguo: me ne accorgo quando leggo i copy e i contenuti che producono. A volte nel giro di pochi mesi c’è una crescita pazzesca (e totalmente inaspettata).

Non c’è altro modo per migliorare in questa fantastica arte, sia che tu desideri fare il copywriter a risposta diretta sia il content writer di contenuti di qualità. Anche l’intelligenza artificiale migliora nella “scrittura” con il passare del tempo. Più le dai in pasto materiali di un certo tipo e stile, più diventa in grado di riprodurli.

Perché, quindi, vogliamo far migliorare lei invece che elevarci noi? L’ho detto sin dal minuto uno e, dopo settimane di uso intenso di ChatGPT e Bard, lo confermo: sono più veloce io a generare un contenuto di alta qualità.

Ci metto meno tempo a scriverlo in prima persona che a elaborare i prompt giusti affinché l’intelligenza artificiale, dopo numerosi passaggi, mi fornisca una bozza che io possa andare ad ultimare in maniera efficace. 

Questo semplicemente perché il fatto che l’intelligenza artificiale possa generare non significa che debba generare contenuti finiti e pronti all’uso al posto nostro. Anzi…

Il piacere di scrivere ha radici scientifiche

Quanti quaderni, taccuini, diari e agende hai riempito con i tuoi pensieri nel corso della tua vita? Io non li ho mai contati, ma sono tanti, di misure e colori diversi. Li custodisco gelosamente. Mi hanno aiutato a essere la persona (e la professionista) che sono oggi.

Creo vagonate di note sul cellulare (utilizzo Keep: non ne posso più fare a meno!) ma quando devo capire, analizzare, progettare o creare qualcosa prendo carta e penna. Non sono l’unica a farlo e non è un caso che io lo faccia: la scrittura a mano coinvolge aree cerebrali che favoriscono l’elaborazione emotiva. E richiede maggiore concentrazione. 

Va da sé che scrivere “tramite” l’intelligenza artificiale si porta dietro ben pochi di questi benefici – che già in parte si perdono con la scrittura a tastiera.

scrittura a mano

Intelligenza artificiale per la scrittura: più la usi, più ne conosci i limiti

Ho tirato un bel sospiro di sollievo ultimamente. Finalmente ho affrontato a viso scoperto il drago e ho scoperto che… ha la tracheite. Niente fuoco e fiamme. 

L’intelligenza artificiale ha degli enormi limiti per quanto riguarda la scrittura. Non farti abbagliare dalle molte notizie di libri scritti interamente da ChatGPT in una manciata di ore. L’AI è molto brava a generare output, ma molto meno brava a creare qualcosa di originale.

In quello, i nostri spunti sono insostituibili ed eccezionali. Questo perché quando scriviamo, a livello cognitivo non siamo solo organizzatori di informazioni. E nemmeno organizzatori di informazioni con qualche super potere in più (come l’AI). 

Quando scriviamo un qualsiasi copy o testo:

  • Cerchiamo/recuperiamo informazioni rilevanti 
  • Generiamo frasi e organizziamo la struttura sintattica
  • Applichiamo e poi controlliamo morfologia e ortografia
  • Teniamo sotto controllo coerenza tematica e registro del testo
  • Controlliamo obiettivo, sviluppo e coesione di quanto abbiamo scritto

È nei dettagli di questi processi cognitivi che si annida il genio, la creatività, lo spunto unico che può contraddistinguere un copy, un’email, un blog o un post scritto da una persona piuttosto che da un’altra.

Ed è per questo motivo che più scriviamo, più diventiamo bravi a farlo. Ovviamente se siamo motivati a migliorare, a raggiungere un livello più alto, a eccellere. 

L’intelligenza artificiale potenzierà enormemente il tuo processo di scrittura e il tuo lavoro (se sai come usarla) 

Ma quindi questa AI non serve proprio a niente a chi si occupa di scrittura online? Tutt’altro: ti sarà tremendamente utile. Ma non per scrivere. Tranne limitate e circostanziate eccezioni. 

Io ogni tanto la faccio “scrivere”: le do in pasto qualcosa di già scritto da me e le chiedo di rielaborarlo, di accorciarlo, di tirarne fuori una versione diversa. Che non posso mai prendere e usare così com’è. Ma che mi aiuta a velocizzare il processo di quello che sto facendo.

Ma non solo: ieri ChatGPT mi ha aiutato a trovare dei dati che mi servivano per un contenuto. Anche in questo caso non li ho presi e usati così com’erano, ma l’intelligenza artificiale mi ha indirizzato, mi ha suggerito dove avrei potuto prenderli (tempo risparmiato? Qualche manciata di minuti).

ChatGPT fa magie con i plugin. E in quel caso è molto utile per fare cose elaborate come l’analisi di mercato e dei competitor. Anche Bard è sulla buona strada con le sue extensions, per ora disponibili solo in lingua inglese, che lo connettono all’ecosistema Google ampliando le sue (e le tue) potenzialità.

Il “segreto” è tutto lì: diventare più veloci e più capaci

Insomma, l’intelligenza artificiale sembra proprio destinata a diventare quel galoppino che tutti noi vorremmo avere. Il copywriter junior a cui vorremmo delegare alcuni task noiosi e magari ripetitivi. Ma anche un potenziale collaboratore in grado di fare uscire il meglio da noi. Dalla nostra creatività e dalle nostre competenze di scrittura.

Senza quelle, te lo garantisco, tutt’al più puoi farle scrivere una favola per bambini di dubbio valore (ma con il vantaggio di avere tuo figlio o tuo nipote come protagonista.)

Se invece all’intelligenza artificiale sommi le tue competenze, allora le tue potenzialità e capacità si espandono in maniera davvero rilevante. E i tempi si accorciano.

Se ci pensi, è quello a cui tutti noi aspiriamo: essere più veloci e produrre lavori di sempre maggiore qualità. Ecco, lo faremo insieme all’intelligenza artificiale. Non staremo seduti a guardarla lavorare al posto nostro. E spero che la notizia non ti dispiaccia.

Fammi sapere cosa ne pensi: ti aspetto nei commenti!

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Anna Pozzi
Anna Pozzi

Copywriter e content strategist con un passato da giornalista, oggi si realizza nel formare chiunque desideri lavorare con il copywriting e trasformare la passione per la scrittura in una professione.

Quando non fa ciò, è impegnata ad aiutare le aziende migliori a far esplodere la loro comunicazione.

Nei momenti in cui non ha le mani sulla tastiera o una penna in mano, o è immersa nella natura o sta viaggiando (nei casi più fortunati, tutt'e due).

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